quinta-feira, 10 de abril de 2014

domingo, 6 de abril de 2014

apostolas do coração de jesus

Irmã Daniele apresenta monografia
17/10/2011 22:14
A apresentação da monografia da aluna Daniele Aparecida Orlovski contou com a presença do seu orientador, prof. Ms. Sandro Marcos, do Diretor geral da FAVI, Dr. André Marmilicz e da Dra. Ir. Jacinta Turolo Garcia que, esteve em Curitiba para este grande momento, na segunda-feira, dia 03/10/2011.
Essa foi a primeira monografia apresentada do curso de bacharelado em Teologia da Faculdade Vicentina, em Curitiba-PR, aproveitando a presença da grande pesquisadora e estudiosa de Edith Stein, a Dra. Ir. Jacinta Turolo Garcia, ASCJ

Irmã Daniele, que atua na área da Saúde, teve a oportunidade de contato com crianças, do Hospital Pequeno Príncipe e, atualmente, com a as Irmãs idosas, da Casa São José. Dor é o tema de sua monografia.

Leia o resumo do trabalho monográfico.

SOFRIMENTO: UM DIÁLOGO DIVINO-HUMANO ENTRE A FENOMENOLOGIA DE EDITH STEIN E O HUMANISMO DE KAROL WOJTYLA

Diante de um mundo globalizado e hedonista, cresce a convicção que existem muitas respostas para temas cruciais como o sofrimento. No entanto, as respostas oferecidas, na maioria das vezes não satisfazem o homem. Convicta da importância de estudar a temática da dor e do sofrimento humano, que esta pesquisa monográfica pautou-se em refletir o papel da pessoa como artífice da questão do sofrimento enquanto mistério, tendo por base o pensamento de Edith Stein e Karol Wojtyla, ícones na forma de interagir e suportar seus próprios sofrimentos e de estar ao lado daqueles que sofrem. A dor e o sofrimento humano constituem-se como incógnita frente à realidade do homem pós-moderno. Desta forma, percebe-se que a dor sofrida pelo ser humano, constitui-se um processo no qual a pessoa integra-se e se descobre mais humana e finita. A sociedade pós-moderna em suas estruturas bem firmada, e dotada de avanços técnicos e científicos, não consegue transpor a barreira da dor e do sofrimento humano. O sofrimento por si só, imprime um caráter sobrenatural e humano à realidade do sofrer. Sobrenatural porque esbarra na questão mistérica, a qual o homem não tem pleno acesso e humano porque é a partir desta realidade que o homem aceita a si mesmo, com sua humanidade, sua dignidade. Stein e Wojtyla, sensibilizados com a pessoa desenvolveram suas pesquisas neste campo tão árduo e complexo que é a compreensão do homem enquanto pessoa, perpassada de capacidades, sonhos, lutas, dinamicidade, e coragem para encarar sua dor e sofrimento de frente. 


Suor Anna Nobili.
Suor Anna Nobili.
Ripubblichiamo l'intervista a suor Anna Nobili realizzata da Credere (n.5/2013)

«Voglio ringraziare Dio con tutta me stessa: con l’anima, con la mente e con il corpo». Parte da questa convinzione profonda la passione di suor Anna Nobili per la “danza spirituale”. Una convinzione che si innesta sulla sua personale storia di conversione: da ballerina nelle discoteche di grido a consacrata al Signore. Da qualche anno suor Anna insegna “danza spirituale” in una scuola di ballo aperta a bambini e adulti a Palestrina, non lontano da Roma. Sì, perché per lodare il Signore, comunicando la fede nella risurrezione, risultano preziose anche la grazia del movimento e «la preghiera fatta col corpo, in un mondo, come il nostro, che la relega spesso a pratiche biascicate, senza coinvolgimento di tutta la persona». Lo scrive monsignor Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina, nella prefazione  all’autobiografia della religiosa, pubblicata da Mondadori e intitolata Io ballo con Dio.
Nel libro la suora – che oggi ha 43 anni – racconta la sua vicenda di religiosa, iniziata nel ’98 con la scelta di entrare fra le Suore operaie della santa casa di Nazareth e di professare, quattro anni e mezzo fa, i voti perpetui.

Perché proprio questa congregazione, suor Anna?
«Sono rimasta molto colpita dalla gioia e dalla freschezza che quelle suore emanavano. Ho capito che la mia strada era questa».

Una strada che, in precedenza, era stata segnata da “notti brave” di alcol e sesso, durante le quali la giovane Anna andava esibendosi come cubista nelle discoteche più di moda del capoluogo lombardo, scatenandosi fino all’alba in locali trendy come l’Hollywood e il Rolling Stone. Fino a toccare il fondo. In una notte di Natale, sentendo le campane e il clima di festa, entra nella parrocchia di Sant’Eustorgio. Qualcosa in lei si scioglie, viene toccata nell’intimo dalla grazia, si sente amata così com’è: con i suoi abiti vistosi e il suo trucco marcato.

«Lì ho incontrato Dio la prima volta, lì ho conosciuto il suo amore ed è iniziato il mio cammino», ricorda oggi la suora. Un primo passo per iniziare a riscoprire il senso profondo della sua vita; ad esso seguono tanti altri passi nella parrocchia di San Lorenzo, in cui comincia a frequentare un gruppo di giovani. La passione per il ballo l’accompagna sempre, è come un filo rosso nel suo percorso esistenziale. Più che con le parole, Anna riesce a esprimere i suoi sentimenti profondi con i movimenti del suo corpo.

A un certo punto, però, avverte l’esigenza di un taglio netto con il suo passato, che la porta a prendere le distanze dalle esperienze precedenti. Ma le Suore operaie, durante gli anni della formazione, le fanno capire che la sua capacità di danzare – oltre alla sua testimonianza – è un talento che può trasformarsi in servizio per tanti. Così nel 2008, su esplicita richiesta del vescovo Domenico Sigalini, inaugura a Palestrina la scuola di danza moderna cristiana “Holy Dance”, frequentata da un centinaio di baby-ballerini (dai quattro anni in su), ma anche da adolescenti e persone di mezza età.
Con alcuni di loro, la suora porta in giro per l’Italia “Ruth. Un’amica da non perdere”, uno spettacolo di evangelizzazione da lei interpretato e diretto: «Un testo biblico ricchissimo, dove il Signore si fa presente nelle relazioni». Canti, balli e recitazione per annunciare l’amore fedele di Dio: uno spettacolo andato in scena, tra l’altro, a Conversano (Bari), in occasione del convegno regionale dei giovani pugliesi del Rinnovamento nello Spirito, e a Paliano (Frosinone), in una casa di reclusione. «Alla fine dello spettacolo un detenuto mi ha confidato: “Fino a questo momento non credevo in Dio: che stupido sono stato”», racconta.
Nelle chiese, invece, suor Anna si esibisce, insieme con altre ballerine professioniste, in una “Veglia di Maria” danzata: «Tutta la vita della Madre di Gesù ricapitolata tra una decina e l’altra del rosario, con brani evangelici e una preghiera del poeta tedesco Rilke – racconta –. Insieme con i più piccoli abbiamo messo in scena al Teatro Principe di Palestrina, lo scorso 24 aprile, il Cantico delle creature in chiave moderna». In queste esibizioni la sinergia del gruppo è in primo piano, rispetto al protagonismo del singolo.

È il medesimo atteggiamento con cui la religiosa vive oggi il suo “momento di gloria” (di lei si sono occupate varie trasmissioni televisive): non ricerca del successo personale, ma testimonianza del Vangelo, mediante i talenti ricevuti. Le richieste si moltiplicano: «Tanti vescovi, sacerdoti e istituti religiosi ci chiamano per uno spettacolo. Non riusciamo a dire di sì a tutti: per me viene la scuola, prima di tutto», spiega suor Anna con un sorriso. E aggiunge: «Io amministro qualcosa che non mi appartiene: è un servizio che stiamo facendo alla Chiesa, al mondo. Prossimamente saremo su RaiUno, il sabato, nella trasmissione “A sua immagine”, per danzare il Vangelo», commentato in televisione da padre Ermes Ronchi.
Qualcuno potrebbe storcere il naso sentendo parlare di una suora-ballerina. «A chi è scettico, propongo di venirci a vedere: spiegare a parole cosa facciamo è difficile», commenta la religiosa. «Le difficoltà ci sono, lo so: nella nostra società la danza viene strumentalizzata negativamente, ragion per cui il popolo di Dio va educato con la necessaria gradualità – ammette suor Nobili –. Non bisogna mai forzare, al contrario far comprendere che la “danza spirituale” è una forma di preghiera».
Continua: «Perché mai in India e nei Paesi africani si può danzare per il Signore e in Italia no? Noi occidentali abbiamo un problema con il corpo, sempre accostato a qualcosa che lo rende commercializzato. Siamo “razionali” e “statici”, facciamo fatica a vivere la nostra fisicità, a decodificare le emozioni e i sentimenti che ci comunica. Invece anche il corpo prega. E la danza è qualcosa che appartiene all’uomo da sempre. Con i miei collaboratori laici lavoriamo per educare a questa mentalità ed elaborare un’autentica teologia del corpo da trasmettere agli allievi. Perché possano a loro volta evangelizzare attraverso la danza».
Volitiva, piena di energia, suor Anna non si perde d’animo. Anzi, il suo metodo sta contagiando altri territori: «Apriremo a breve una filiale della “Holy dance” a Lecce, un’altra al Nord», spiega sorridendo. «In Italia ci sono tanti gruppi autodidatti che non sanno come fare. Occorre un percorso serio: non si improvvisa un “ministero della danza” dal nulla. Con sobrietà nei costumi e nelle scenografie, che non significa sciatteria: il Signore ci chiede di essere manifestato nella bellezza. E lo Spirito Santo danza con noi. Un atto di abbandono, in cui c’è la gioia».

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SENHOR TOMA MINHA VIDA NOVA! LEVA-ME ONDE OS HOMENS NECESSIT

Barueri, 17 de fevereiro de 2014
Querida irmã Denise,
Teu sorriso nos fala de Deus, nos diz que a felicidade está numa vida doada, no serviço, no coração de quem vive o Amor de Deus nos pequenos gestos de cada dia!
Tua alegria, ontem, pronunciando seu “SIM” a Deus, se tornou também nossa! Consagrada para amar... isso queremos te desejar: ame, continue a amar, não se canse de amar, nunca desista do amor... porque é no Amor que a felicidade acontece!
Estamos contigo e te agradecemos por teu “SIM” luminoso e sincero!
Que tua vida seja reflexo da luz do Amor de Deus!!!